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  Saluti da una città fantasma        Intervista a Stace England

Stavolta la nostra intervista settimanale ha raggiunto una piccola cittadina sperduta nel Sud della provincia americana: Cairo, nell'Illinois, è una perfetta città fantasma. Qui Stace England ha inciso il suo terzo disco solista in compagnia di parecchi fantasmi del passato e del presente.


Mescalina: Stace, ho qua il tuo cd e la prima cosa che mi fa venire in mente è la copertina di "Greetings from Asbury Park" di Springsteen: in effetti il tuo è un progetto molto diverso, ma è mirato in tutto e per tutto a dare una collocazione geografica precisa alle canzoni …
Stace England: Infatti la mia idea era quella di provare a raccontare la storia di una città come Cairo attraverso dei fatti veramente accaduti e attraverso i diversi generi musicali del periodo in cui quei fatti si sono verificati. Diciamo che Cairo è una cittadina molto particolare, perché sono in pochi a conoscerla, anche in America. Ho i miei dubbi che ci sia qualcuno in Italia e anche in Europa che ne abbia ancora sentito parlare.

Mescalina: Ho il piacere di smentirti, perché poco tempo fa ho letto qualcosa su Cairo in un libro che parlava del Mississippi! Non è certo New York e nemmeno Asbury Park, ma è pur sempre una parte di quello che voi americani chiamate "Great Midwest" …
Stace England: È vero, proprio come in Italia o in altri paesi europei ci sono diverse regioni e province, così negli Stati Uniti ci sono delle aree ben distinte, uniche, all'interno di un territorio molto vasto. Perciò la zona di Asbury Park nel New Jersey è molto, ma molto diversa dal nostro Midwest. Da queste parti abbiamo un'identità che è solo nostra. Ed è questa la cosa interessante a Cairo, che pur essendo a cavallo tra il Nord e il sud del paese, e pur essendo nella stessa regione settentrionale in cui si trova anche Chicago, cioè nell'Illinois, ha delle caratteristiche che sono molto meridionali.

Mescalina: Quindi il disco è una sorta di viaggio nella storia della città?
Stace England: Sì, credo possa essere un viaggio nella storia di Cairo e spero che chi lo ascolta possa percepirlo in questo modo e trovarlo interessante. Cairo è un posto che vale la pena di conoscere.

Mescalina: Non essendo conosciuto, sarebbe stato più facile fare un disco su altre città che si trovano sul Mississippi o anche solo nell'Illinois … perché hai scelto proprio Cairo? È perché è la tua città o c'è qualche altro motivo?

Stace England: Bella domanda! Certo, hai ragione quando dici che sarebbe stato più facile fare un disco su Chicago o St. Louis o Memphis … prima di tutto questo disco è stato una sfida, perché volevo fare un cd da cui la gente potesse imparare qualcosa di nuovo. Poi, man mano procedevo nel cercare e nel raccogliere notizie su Cairo, mi sono accorto che c'era una ricchezza incredibile di materiale e moltissime storie davvero affascinanti. Cairo non è comunque la mia città, anche se però ci ho passato parecchio tempo nel periodo in cui stavo scrivendo le canzoni del disco. È un posto talmente strano che ci vorrebbero dieci cd per raccontarne tutta la storia!

Mescalina: … magari ne farai un secondo volume! Comunque nel disco è come se tu seguissi un percorso storico ma anche musicale passando attraverso i vari generi dell'american music…
Stace England: Sì, anche perché mi piacciono generi diversi di musica e per me è stata una sfida fare un disco come "Greetings From Cairo, Illinois" in cui ci potessero stare diversi stili. Nello specifico poi ogni tipo di musica dovrebbe aiutare a creare la giusta atmosfera e a trasportare l'ascoltatore in quel particolare periodo di tempo a cui la canzone fa riferimento. Così una canzone come "Cairo Blues", originariamente registrata nel 1929, è eseguita come un Delta blues acustico, proprio perché è in quello stile che il pezzo era suonato all'epoca. Poi è chiaro che ci siamo presi qualche libertà: per esempio, "Grant Slept Here" ha un arrangiamento rock ed è ovvio che non facevano certo rock'n'roll durante la guerra civile! Ma ci siamo divertiti a suonarla così.

Mescalina: Si parte da una canzone folk del 1858 e si arriva al funk e al roots-rock …

Stace England: Questa è la cosa grande della musica americana: il nostro paese in questo periodo ha tanti problemi e tante contraddizioni soprattutto dal punto di vista politico, ma ha sempre delle grandi tradizioni nella musica e molte di queste sono entrate nel disco. Se prendi "Goin' Down to Cairo", è una canzone folk che girava a metà del diciannovesimo secolo, poi da lì il blues si è trasformato nel rhythm'n'blues e nel rock'n'roll, il funk si è sviluppato in forme diverse e così via in un processo che è davvero enorme. Per quanto riguarda il funk, mi è sempre piaciuto "Theme From Shaft", così abbiamo messo delle chitarre wah-wah e dei fiati su "Jesse's Comin' to Town" in omaggio a quel tipo di musica.

Mescalina: Dai conflitti razziali del diciottesimo secolo fino ai brogli elettorali delle elezioni del 2000 è sempre la solita vecchia storia di ingiustizie e di prevaricazioni … è questo il messaggio che volevi far passare col disco, cioè che la storia si ripete sempre uguale a sé stessa?
Stace England: Altra bella domanda! È un'osservazione acuta, ma non è facile rispondere. Sfortunatamente la storia di Cairo è sempre stata la stessa almeno per buona parte del suo corso. Dovrebbe essere una grande e prosperosa città, ma una lunga serie di interventi sbagliati, il razzismo e altre cose le hanno impedito di svilupparsi. Persino in questo periodo in cui la città è caduta tanto in basso da non riuscire a rialzarsi, c'è chi fa di tutto per comprare voti e per corrompere. Poi considera che a Cairo gli Afro-americani hanno dovuto affrontare parecchie battaglie anche negli ultimi anni. Voi in Italia avete moltissime città antiche e monumenti che sono stati conservati per secoli, mentre la maggior parte degli edifici di Cairo stanno letteralmente cadendo a terra da tanto sono trascurati e non hanno nemmeno cento anni d'età. Credo che molti europei rimarrebbero sconvolti se vedessero una città americana nelle condizioni in cui si trova Cairo. Anche se poi, andando a fondo, trovi comunque delle cose interessanti, una grande umanità e anche un po' di bellezza nei suoi dintorni.








Mescalina: Dal disco sembra di intuire che Cairo abbia vissuto tutta questa storia e questa musica in un periodo ormai passato … forse ciò è successo anche perché i due grossi fiumi che lì si incontrano hanno favorito quello che è stato il corso della città?
Stace England: Certamente. Basta solo ricordare che i fiumi in America hanno svolto per oltre duecento anni quella che è stata poi la funzione del sistema stradale e autostradale, perciò qualsiasi luogo che si trovasse nelle vicinanze di un fiume vedeva crescere attorno a sé commercio, musica e un enorme quantità di persone in viaggio. Cairo non vi ha fatto eccezione e difatti si trova su due grandi fiumi (Mississippi e Ohio): migliaia di battelli a vapore facevano sosta a Cairo portando musicisti, artisti e artigiani. Inoltre, per la sua posizione strategica, Cairo era la prima porta che si apriva sul Nord degli Stati Uniti, per cui molti bluesmen passavano da Cairo per raggiungere Chicago ed altre città.

Mescalina: E due fiumi non sono stati abbastanza perché la città riuscisse ad uscire dai meandri di tutti i suoi problemi?
Stace England: No e questa è una delle cose più tristi che bisogna dire di questa città. Dovrebbe essere in pieno sviluppo, invece è una città morente. La prima cosa che la gente si chiede di Cairo è "Ma perché qua non c'è una grande città?". E dire che ci sono tutte le condizioni perché ciò accada: fiumi, ferrovie, autostrade e così via. Ma è un posto ormai desolato.

Mescalina: Comunque tu sei riuscito a mettere insieme un bel cast di musicisti per il disco: volevi dare l'idea di una comunità ancora viva?

Stace England: Sì. Per fortuna dove vivo io, nella parte più a sud dell'Illinois, ci sono molti bravi musicisti che si sono sempre dimostrati disponibili a suonare nei miei dischi. Non avrei mai potuto fare un disco come questo in nessun altro posto al mondo, perché mi sarebbe costato troppo. In questo periodo poi ho una formazione di cui sono molto soddisfatto: Bruce Camden alla chitarra, Ron Johnson al basso e Dane Spalt alla batteria sono la parte fondamentale e centrale del mio gruppo ed è un onore suonare con loro.

Mescalina: Ma come sei arrivato a questo disco? Ho visto che hai avuto parecchie bands prima di cominciare la tua carriera solista …
Stace England: Sono più di vent'anni ormai che suono, incido e faccio musica tra il sud dell'Illinois, Chicago e Los Angeles. Probabilmente il gruppo con cui ho raggiunto i migliori risultati sono stati gli House Afire, una band di roots-rock di Chicago. Questo invece è il mio terzo disco da solista.

Mescalina: Allora anche qui possiamo dire che è stato un viaggio …
Stace England: Sì, "un viaggio lungo e strano" come direbbero i Grateful Dead!

Mescalina: Quanto ci è voluto per mettere insieme tutto e registrare queste canzoni?

Stace England: Il progetto nel suo insieme, dal momento in cui ho cominciato a scrivere fino a quando abbiamo concluso le registrazioni, ha richiesto due anni.

Mescalina: Immagino tu abbia fatto anche delle ricerche dal punto di vista storico, prima di scrivere i pezzi e di portarli in studio, no?

Stace England: Ho cominciato col frequentare Cairo circa cinque anni fa, all'inizio cercavo di parlare con la gente, di informarmi sulla città e sulla sua storia. Poi ho intrapreso una ricerca più formale tra biblioteche e qualche altro posto.

Mescalina: Ne è la prova il lavoro che hai fatto sul booklet …
Stace England: Abbiamo cercato di curare ogni particolare dal punto di vista storico, con tanto di fotografie d'epoca. Allo stesso modo abbiamo lavorato sulle canzoni, che sono tutte storie vere come "Equal Opportunity Lynch Mob". Non sono narrativa, ma storie di vita.

Mescalina: E come hai incontrato Jason Ringenberg?
Stace England: Quella è un'altra storia interessante, perché neanche Jason è di Cairo. Quando ho scritto "Prosperity Train", avevo in mente un suono che volevo assolutamente per quel pezzo, una specie di country-rock un po' rumoroso come quello che facevano Jason & the Scorchers. Così mi sono deciso a chiedere a Jason se volesse cantarlo. Sai, non lo avevo mai incontrato prima, ma anche lui è appassionato di storia, così gli sono subito piaciute sia l'idea del disco che la canzone. In quel periodo lui era in uno studio di registrazione di Nashville, stava per finire il suo ultimo disco, "Empire Builders", ma ha voluto che facessimo tutto subito. Siamo andati a Nashville e abbiamo fatto il pezzo con la produzione di George Bradfute. Ci siamo proprio divertiti e sono molto soddisfatto di come ha reso la mia canzone.

Mescalina: Se non sbaglio, anche lui è del Sud dell'Illinois, quindi sarà una celebrità dalle vostre parti …
Stace England: Sì, sì, lui ha proprio molto del "local hero". Jason infatti ha fatto l'università da queste parti a Carbondale, che non a caso si chiama Southern Illinois University, e ha suonato in parecchi gruppi locali primi di trasferirsi a Nashville e fondare gli Scorchers.

Mescalina: A proposito di Jason & The Scorchers, loro facevano rock'n'roll con un suono che aveva sempre qualcosa di rurale … e questa cosa a tratti c'è anche in "Greetings from Cairo" …
Stace England: Io sono convinto che i Jason & The Scorchers siano stati una band seminale per il rock'n'roll in America. Anzi all'inizio credo fossero la miglior rock'n'roll band sulla terra. Comunque io e Jason abbiamo avuto un'infanzia simile: siamo nati tutti e due in una tipica fattoria dell'Illinois, una di quelle dove si allevano maiali, e entrambi ascoltavamo Johnny Cash, Hank Williams e altra roba country. Poi, una volta cresciuti, siamo passati al rock'n'roll: è qualcosa che abbiamo nel sangue e che viene fuori nella nostra musica, nel suo caso poi con una profondità davvero notevole. Io non faccio che altro cercare attraverso la musica un posto dentro di me che sia altrettanto puro e, quando riesco a trovarlo, di solito ha un suono ben radicato nella tradizione, con qualcosa di rurale e qualcosa di rock come dici tu.

Mescalina: Mi sembra che in particolare il Sud dell'Illinois abbia un'attitudine rurale … è così anche a Cairo?
Stace England: Il Sud dell'Illinois è molto rurale. Pensa solo che la più grossa città qua ha dai 25.000 ai 30.000 abitanti, ma la maggior parte del territorio è composto da boschi e campi. E Cairo ha una popolazione di 3.600 persone.

Mescalina: Forse è proprio questa attitudine rurale che ha impedito alla città di svilupparsi … 3.600 persone non sono niente: il paese dove vivo io ne ha di più ed è solo un piccolo centro sperduto in una provincia del Nord Italia …
Stace England: Credo tu abbia ragione. Poi siccome i fiumi non sono più delle importanti arterie di comunicazione negli Stati Uniti, Cairo è rimasta del tutto isolata.

Mescalina: Sarei curioso di sapere come il disco è stato visto dalla gente di Cairo … e negli Sati Uniti in generale …
Stace England: Lentamente, poco alla volta la gente di Cairo sta cominciando ad apprezzare il disco, alcuni ne sono anche orgogliosi. Come sai bene, ci sono alcuni punti che non sono proprio facili e immediati all'ascolto, ma sono tutte storie vere. Non abbiamo ancora suonato a Cairo, ma ci terrei a farlo, anche per instaurare un dialogo con la gente del posto: sono brave meravigliose e si meritano un futuro, lo spero per loro. Negli Stati Uniti invece stiamo cominciando adesso a promuovere il cd e finora chi lo ha sentito ne è rimasto ben impressionato.

Mescalina: Alla fine si potrebbe quasi dire che il tuo disco è un monito rivolto alle giovani generazioni: non dimenticatevi del passato, se volete vivere nel presente …

Stace England: Sì, sono parole incoraggianti. Bisogna agire con saggezza e correttezza adesso, nel massimo rispetto degli altri e delle loro diversità, che siano di razza, di politica o di religione, perché i nostri figli un giorno potrebbero pagare caro quell'odio e quel fanatismo che noi viviamo oggi. Questo è quello che è successo a Cairo, ma anche in molti altri posti del mondo e l'Europa non fa eccezione: per nostra sfortuna, sta tutto nella natura umana.

Mescalina: Bè, spero di incontrarti presto: per ora ti mando i miei saluti da un paesino dell'Italia del Nord!
Stace England: Contraccambio volentieri: tanti saluti a te e a tutti i lettori di Mescalina dal Sud dell'Illinois!
 
Articolo di: Christian Verzeletti  Del 21/06/2005
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