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"STORIE DI DONNE"


"STORIE DI DONNE", si è sviluppato da un progetto ideato da Rossana Farini in occasione
della celebrazione della Festa della Toscana 2002, patrocinato dalla Comunità del Casentino
di Poppi (AR).

Interviste e ritratti che si alternano raccontando le storie di queste donne del Casentino, lavoratrici nei lanifici, contadine, lavoratrici della paglia, ai vivai forestali, sono la testimonianza indelebile di vite fatte di fatica, sofferenze, orgoglio e tenacia, ancora presenti in modo straordinario negli occhi di queste bellissime donne…..





IMMAGINI DI DONNE

La donna sembra non poter esistere senza la propria immagine : angelo del focolare, demone, musa, strega. E’ questo lo strano destino, per la verità non il solo, toccato all’altra metà del cielo dalla sua prima comparsa nel Paradiso Terrestre. Lì era peccatrice, poi l’homesse delle caricature dei rotocalchi ottocenteschi, infine la femme fatale con autoreggenti e tacchi a spillo. Immagini, solo immagini. Eppure sono queste che hanno posto per secoli la donna sotto la completa tutela del suo marito-padrone e suggerito la fragilità come il suo attributo più appropriato. Mutuata dal diritto romano la fragilitas è il motivo della sua minorità, del suo bisogno di essere “protetta”.


Al di là e al di sotto degli stereotipi ci sono, però, corpi, volti, sorrisi e soprattutto storie. Quelle che vogliamo raccontare sono quelle di donne che, vissute in periodi storici differenti, hanno diversamente lavorato e così facendo si sono confrontate con le altre donne, con se stesse ed i loro compagni.

Il lavoro e le donne, è questo il dilemma, pardon, il binomio che vogliamo affrontare. E ciò che lega queste due entità non è certo la fragilità di cui prima abbiamo discorso. Tra la casa, la famiglia e l’attività professionale a questi angeli non restava e non resta altro che la propria forza. Il dilemma, semmai, è degli altri i quali hanno fatto della storia un complicato marchingegno per inventare disuguaglianze professionali. Prima la santità del matrimonio, poi il bene dei figli, oggi i vari contrattini part-time e le formazioni rigorosamente femminilizzate.


M.me de Stael richiamava la donna al dovere di essere la “forza impulsiva del proprio destino”. In realtà questo destino è stato variamente pilotato soprattutto all’interno delle fabbriche, luogo di super sfruttamento  e insieme di emancipazione. Industrialmente parlando la donna è stata definita un “lavoratore imperfetto” (Eugène Buret). Il fatto che ciò sia stato detto nel 1840 è solo un fatto cronologico, visto che ben altre questioni, ancora oggi, vengono falsamente sollevate.

Vogliamo che la Festa della Toscana sia anche questo: un momento per pensare a ricostruire la coscienza collettiva delle donne, il momento per non delegare più niente a nessuno e per dimettere ogni maschera preconfezionata. Ecco allora i volti liberi di donne libere che hanno voluto dimostrare con le loro storie che c’è ancora tanto da dire sulle donne.


Il fatto che l’occhio che ne ha scoperta l’essenza, per donarcela, sia quello di un uomo, è stata una sfida. Lui l’ha viste così e questo ci piace molto.

Rossana Farini      

Alle donne

….siamo corpi e volontà,
demoni impazziti sopra i tetti del mondo,
affamati della verità
siamo il contrario,
i colori in un mondo fatto di buio,
siamo colombe tra gli spari dell’universo,
siamo i diversi in una terra di eguali,
coloni di montagne vermiglie,
emigranti e nomadi,
passioni che sanno di canna da zucchero,
siamo baci e carezze,
siamo occhi di bambini impauriti,
siamo la speranza,
l’utopia dell’amore……

                                      Rossana Farini






 

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