
Il fiume di stelle
“Se in una notte serena e senza
luna della piccola estate d’agosto nel Vaupés ci si
distende sul piazzate antistante la maloca o si è
appesa l’amaca e si guarda in alto, si contempla un
immenso rio astrale. L’assenza d’illuminazione, l’aria
tersa e la mappa del firmamento equatoriale si combinano
a disegnare sopra di noi la Via Lattea come una maestosa
corrente di vivide scintille e remoti veli luminosi.
E’ l’immagine del fiume terreno e del fiume sotterraneo,
dei fiumi che scorrono dentro ognuno di noi e del
nostro combaciare con il cosmo fino a disperderci
in esso come pulviscolo. Di tutti i rumori notturni
della selva, schiocchi e fischi, battiti e richiami,
prevale quello del vicino corso d’acqua, ma anch’esso
come attutito dall’oscurità, allontanato nel fievole
ma onnipresente brusio vegetale e animale, che è quasi
una forma di silenzio organico, simile a un tacere
senza smettere di respirare.”
(Danilo Manera, brano tratto dal libro)

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