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Danny "Mudcat" Dudeck

12 novembre 2007 - Nidaba (Milano)

Anche quest'anno Danny "Mudcat" Dudeck non si è dimenticato di includere l'Italia nel suo Tour europeo, rinnovando così l'appuntamento coi suoi ormai affezionati fans al Nidaba Theatre di Milano. Un'unica data, il 12 novembre, prima di ripartire per la Svizzera e tornarsene ad Atlanta, Georgia, con l'inseparabile Gibson anni '60 modificata con un pick up De Almond a tracolla e il cappello ben calcato in testa. A farlo conoscere qui da noi fu Norman Hewitt che, dopo averlo visto entrare a passo di marcia con washboard, flauti e armoniche al seguito in un'affollata sala da ballo dell'Alabama o giù di lì, decise di portarselo al Blues to Bop, l'importante rassegna ticinese di cui è il direttore artistico. Correva l'anno 1996.
Da allora Danny è tornato puntuale quasi ogni anno, partecipando anche ad alcune edizioni successive del festival e, in solitaria o con formazioni inconsuete e sorprendenti, ha dato vita a vere e proprie scorribande musicali un pò in tutto il nostro paese. Ora la sua base nel Vecchio Continente è divenuta Parigi, dove a prendersi cura di lui è la manager Katerina Bohmova, mentre in America combina la carriera solista alle collaborazioni ormai storiche con Taj Mahal, Dickey Betts e la Music Maker Relief Foundation.
Sotto i faretti del Nidaba, davanti a una piccola folla, l'annunciata "Four Continents Blues Band" si rivela essere una "Three Continents Blues Band" perché imprevisti dell'ultim'ora hanno reso impossibile la presenza di Yoshito, l'incontenibile armonicista giapponese che già scortò il nostro "Pescegatto" tra Francia, Belgio e Olanda ... ma il camerunense Bika "Bika" Pierre al basso e il francese Merlin alla batteria dimostrano di sapersela cavare egregiamente anche da soli, spiegandosi in una poderosa sezione ritmica alle spalle di Danny.
Sin dai primi brani è chiaro a tutti che il suono, pur conservando la forte connotazione Piedmont Style che già lo contraddistingueva, è ormai diventato un solido southern rock a tutti gli effetti: potente, caldo e sensuale come il buon Wild Turkey che ogni tanto si vede transitare sul palco e svanire con uno scintillio. A caratterizzare l'attuale formazione è l'assenza di voci che affianchino quella di Danny, se non per i cori in brani come "Walk on", mentre in passato l'intreccio di armonie vocali era quasi il fulcro delle sue esibizioni dal vivo.
Ora l'attenzione è spostata sulle interazioni tra gli strumenti, con la slide sempre più in primo piano su una base che, grazie al background musicale non strettamente blues di Bika e Merlin, è arricchita da sfumature inusuali.
La scaletta scorre senza interruzioni, e si tratta in gran parte di composizioni originali tratte da "Get your House in Order", "The mess is on" e "I'll be young once too", i tre album pubblicati dal 2005 al 2007, ma con incursioni anche nei lavori precedenti nonché qualche standard ripescato dai più melmosi fondali del Mississippi. Niente roba alla "Sweet Home Chicago", per intenderci.
"A questo punto avremmo una richiesta. Molti nostri fans non fanno che pregarci di piantarla col country, quindi è proprio quello che faremo ora" e parte il divertente tex-mex di "Te amo loco", dal quale è difficile non lasciarsi coinvolgere. L'atmosfera comincia a farsi rovente dopo la prima pausa, con Mudcat che raduna quante più ragazze possibile sul palco e se ne va a suonare su uno sgabello proprio sotto di loro, per non perdersi lo spettacolo. Da quel momento in poi non sarebbe bastata una fucilata a fermarlo e, sotto lo sguardo preoccupato del gestore, se ne va a zonzo per la sala, balzando di tavolo in tavolo e intrattenendosi con chiunque si dimostri abbastanza incauta da dargli corda. Quando poi finalmente decide di riprendere la via del palco sembra di udire più di un sospiro di sollievo provenire dal pubblico ... ma la calma non sarebbe durata a lungo.
"Volete del rock'n'roll? Bè, lo avrete. Ma ricordatevi che dopo nulla sarà più lo stesso. E poi non venite a dirmi che non vi avevo avvertito.". Sfoderato un ukulele, Mudcat attacca con la più indiavolata versione di "(I can't get no) Satisfaction" che abbia mai sentito e, già che c'è, salta su e giù dal palco, corre, strepita, balbetta, singhiozza e strabuzza gli occhi, con Bika "Bika" e Merlin che a stargli dietro si divertono un mondo.
Due ore abbondanti di concerto sudato, sincero e appassionato che nemmeno una corda spezzata è riuscita a interrompere, al punto che mentre la sostituiva Danny ne ha approfittato per intonare un vecchio traditional a squarciagola.
E forse chissà, è proprio questa sua capacità di tenere il ritmo a divertire anche chi al blues non è avvezzo a fare di Mudcat un personaggio davvero speciale, in grado di catturare l'attenzione di chiunque. E di tenerla ben stretta per le palle sino a che qualcuno riesce a staccargli la spina.

>> www.mudcatblues.com

 
Articolo di: Massimo Baraldi
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DANNY   DANNY "MUDCAT" DUDECK  LIVE A NIDABA (MILANO)
  Live del: 12/11/2007

 

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