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JOHN TRAIN

09 maggio 2008 - Auditorium Piazza della Libertà (BG)

Nome di punta del festival "Songwriters & Storytellers - Rock and folk songs live in Bergamo" era per questa edizione 2008 Eric Bibb, uno dei migliori bluesmen delle ultime generazioni. Il suo concerto all'Auditorium di Piazza della Libertà avrebbe dovuto essere l'unica data italiana di questo tour e, forte della fama che Bibb si è costruito dal vivo, aveva attirato gli appassionati, che purtroppo, una volta giunti sul posto, hanno scoperto che l'esibizione era stata rimandata a data da destinarsi.
Nessuna colpa da imputare all'organizzazione: il danno è piuttosto da attribuire all'ennesima improvvisata del nostro paese, materializzatasi stavolta in uno sciopero aereo che ha impedito al musicista di trovare un volo da Bristol: proprio vero che non c'è tecnologia e progresso che batta le "italianate"!
Poco male comunque, perché la serata è stata riempita dai John Train, una piccola sorpresa per quanti si sono comunque fermati per godersi della buona musica. Sconosciuto ai più, Jon Houlon ha presentato il suo progetto che non è uno pseudonimo dietro a cui il cantautore ama nascondersi, ma una band proveniente da Philadelphia, con alle spalle già cinque lavori.
Sul palco dell'Auditorium i John Train si sono esibiti in formazione ridotta, un duo formato appunto da Houlon (voce, chitarra, armonica) e da Mike "Slo-mo" Brenner (steel guitar).
Il loro è stato un folk-set diviso in due parti: prima hanno presentato pezzi tratti soprattutto dall'ultimo loro disco, "Mesopotamia blues" (Hillside Blue Music, 2007), e poi hanno offerto una retrospettiva del miglior songwriting americano. Ben disposto verso il pubblico, anche divertente nelle sue introduzioni ai brani, Jon Houlon si è rivelato un buon folksinger: le sue interpretazioni sono state significative, dotate di una coscienza civile impegnata ma anche di una sguardo ironico e pungente. Basti dire che il loro ultimo album ha preso spunto da una sfida lanciata da Neil Young ("mi auguro che qualche artista giovane scriva un disco sull'assurda guerra in Iraq") per costruire un percorso musicale che guardando ai conflitti passati offre chiavi di lettura estremamente attuali.
La stessa direzione è stata seguita anche sul palco: tra un pezzo di Butch Hancock e uno di John Stewart Houlon ha presentato le sue folk songs, portando all'attenzione dei presenti punti di vista affatto compiaciuti, anche nei momenti più dolci ("Look her in the eye") e sbarazzini ("Take you home tonight"). Grazie all'accompagnamento davvero pungente della steel di Mike Brenner, i John Train hanno tenuto il palco in modo convincente, producendosi anche in buone armonizzazioni vocali.
Interessante si è rivelato pure il loro "songwriting jukebox", un secondo set in cui per circa un'ora hanno preso in esame il meglio del rock e folk americano mettendo in risalto il filo rosso che lega Hank Williams, Johnny Cash, Bob Dylan, Townes Van Zandt, Joe Ely e Bruce Springsteen.
In conclusione un pezzo di Mike Brenner, che non ha demeritato neanche al canto: "My buzz comes back" ha incuriosito per il riuscito connubio tra folk ed un lieve andamento rap ed è stata l'occasione per presentare gli Slo-Mo, progetto di "techno accompaniments for slide guitar".
Richiamati dal pubblico, Houlon e Brenner hanno offerto ancora un paio di old songs, slanciate su un gospel e su un folk da strada a due voci.
Alla fine un plauso ai John Train che hanno "salvato" la serata più che dignitosamente, consolando i presenti per la mancata esibizione di Eric Bibb.

SET LIST:
Darkness
I wish it was the time
Take you home tonight
Look her in the eye
Boxcars
Bring me the head of Alberto Garcia
Draft age
The sugar ditch
Don't he look good?
Mulloy 2006

Amazing grace / Girl from the North Country
Goin' down the road
Setting the woods on fire
Big river
You ain't goin' nowhere
Pancho & Lefty
Hopes up high
Racing in the street
My buzz comes back
Somebody touch me
Take away from me
 
Articolo di: Christian Verzeletti
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