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A
cosa sarà dovuta la sigla del "Nickerbocker Tour"
con cui Paolo Benvegnù sta portando in giro parte
delle canzoni che andranno a costituire il suo
prossimo disco lo sa solo lui. E forse non ce
lo dirà nemmeno il seguito di quel "Piccoli fragilissimi
film" che è stata una delle uscite italiane più
importanti degli ultimi due anni.
Comunque sia questa dozzine di date no-stop sono
una buona occasione per vedere all'opera il nuovo
"Paolo Benvegnù ensemble": il posto di Massimo
Fantoni e di Gionni Dall'Orto è infatti ultimamente
occupato da Guglielmo Ridolfo Gagliano e da Luca
"Roccia" Baldini, rispettivamente chitarra e basso.
La nuova formazione dimostra subito di non temere
confronti e affronta il numeroso pubblico del
Morya con l'inedita "La schiena": abbandonata
momentaneamente la batteria, Andrea Franchi si
dedica alle tastiere insieme a Luca Baldini in
un incrocio che si ripeterà spesso nel corso della
serata. La canzone poi si indurisce in un rock
che prende anche pezzi più melodici come "Cerchi
nell'acqua".
A produrre questo impatto ancora più marcato che
in passato è la sezione ritmica con basso e soprattutto
batteria che arrivano ad esasperare le spinte
sfiorando anche il drum'n'bass.
Il primo colpo da knock out, tanto per restare
in tema con la locandina del tour, è "Il mare
verticale" interrotta proprio sul finale da qualche
problema all'impianto e terminata allora improvvisando
all'istante sul pianoforte del Morya.
L'ensemble ha un suono molto vintage per l'apporto
delle due tastiere e molto drammatico per le interpretazioni
di Benvegnù: esemplare è "Io e te" attaccata con
la sola voce e poi attraversata dal lamento di
armonica accresciuto dalla slide. Come sempre
l'esibizone di Benvegnù è in precario equilibrio
tra la tragedia e l'idiozia: da una parte è portata
in scena l'ipersensibilità dei sentimenti e dall'altra
un'ironia sferzante che non lesina critiche. Così
"Suggestionabili" è preceduta da un siparietto
che mette in atto la sonorizzazione di un campo
di golf, "È solo un sogno" è introdotta da una
parodia di Giorgia con dei gorgheggi in simil-blues
e "Simmetrie" diventa una sfida irriverente alla
serietà snob di gruppi come Afterhours e Marlene
Kuntz.
"Angry thirsty" è un altro inedito che colpisce
con una serie di sincopi allucinate, mentre "Quando
passa lei" si avvicina ai Radiohead di "The bends"
prima di una "In dissolvenza" con echi alla Pink
Floyd e una "Catherine" straziata e straziante.
Il finale come spesso succede recupera qualche
pezzo degli Scisma fino alla chiusura folle di
"Centro" con un Andrea Franchi che improvvisa
lezioni d'inglese all'ukulele. Alla fine gli inediti
proposti non sono bastati per intuire la direzione
del prossimo disco, ma il "Nickerbocker Tour"
ha comunque confermato Paolo Benvegnù come uno
dei pochi artisti italiani in grado di innovare
e di innovarsi.
Scaletta:
LA
SCHIENA
CERCHI
NELL'ACQUA
LA
DISTANZA
IL
MARE VERTICALE
IL
SENTIMENTO DELLE COSE
IO
E TE
SUGGESTIONABILI
NEL
SILENZIO
HUNGRY
THIRSTY
QUANDO
PASSA LEI
IN
DISSOLVENZA
CATHERINE
È
SOLO UN SOGNO
TROPPO
POCO INTELLIGENTE
SIMMETRIE
CENTRO
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