 |
Iniziali
BCGLF
20.02.2004, Teatro Smeraldo, Milano
|
"Teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi
se tu ti proponessi di recitare te"
Per vent'anni queste parole devono essere ronzate nelle
orecchie di Giovanni Lindo Ferretti.
Vent'anni in cui la parabola artistica di una tra le
figure più significative che questi abbiano partorito
ha conosciuto vertici espressivi di valore assoluto:
dapprima sconvolgente e indiscusso profeta punk, successivamente
cantore-intellettuale dall'animo irrequieto e martoriato,
sempre con un occhio particolarmente ricettivo a tutto
quanto potesse approfondire nella direzione artistica
il rapporto profondo tra l'uomo e la propria contemporaneità.
L'incontro con Giorgio Barberio Corsetti, uno dei principali
portavoce del teatro di ricerca italiano, avviene dopo
la terza reincarnazione dei CCCP Fedeli alla Linea e
dopo numerose altre collaborazioni che hanno permesso
a Ferretti, in particolare negli ultimi cinque anni,
di sperimentare nuove collocazioni a prescindere dal
mondo della canzone.
"Iniziali BCGLF", prima ancora che il prodotto di una
compartecipazione, è il frutto di un'amicizia e della
volontà sulla carta parecchio coraggiosa di spingersi
oltre il consueto, un po' per (ri)mettersi alla prova,
un po' alla ricerca di nuova energia vitale che spesso
si nasconde tra gli interstizi di esperienze complementari.
Il proposito è quello di mettere in scena sotto forma
teatrale la fusione di due personalità ingombranti,
disposte a non rinunciare ciascuna alla proprie peculiarità,
anzi a metterle a disposizione sia dei tempi che degli
spazi della narrazione.
Lo superficie di un palco, un fondale nudo e pochi trucchi
in campo: oltre a Ferretti sei ballerini/attori/acrobati
di sicuro valore, tra cui la convinta Chiara Bagni (già
vista al le coreografie dell'ultimo tour di PGR).
Un telo semitrasparente divide la platea dalla scena.
Il protagonista in bianco e nero ci guarda pensieroso
e ciondolante, disteso su un'amaca. Dal retro lo stesso
si accende una sigaretta, si presenta e le sue parole
fluttuano sui movimenti di una danzatrice africana.
Le linee graziate si rompono velocemente e i figli di
questa creatura di scontrano in una lotta feroce, senza
esclusioni di colpi. Da qui Giovanni Lindo Ferretti
parte per raccontarsi, utilizzando quasi esclusivamente
i propri testi più autobiografici, declamandoli con
sentire decisamente teatrale, lontano dalla loro forma
originaria. Gli fanno da contrappunto le musiche originali
composte dal fido Gianni Maroccolo, evocative e dilatate
nonostante una narrazione dai tempi molto discontinui.
La trama dello spettacolo teatrale (che definire come
tale potrebbe ad alcuno sembrare riduttivo), lascia
ampi spazi di interpretazione: da un lato l'esplicita
volontà di approfondire le valenze simboliche del percorso
artistico e umano di G.L. Ferretti, dall'altra quella
di sfruttarne ampiamente la potenza iconografica. In
questo senso sono esplicite e particolarmente riuscite
la passerella di tipi umani sul testo di "in viaggio",
la lotta mitologica su quello di "Maciste contro tutti"
e ancora il toccante lamento di "Cielo d'Africa" interpretato
da una giovane immigrata.
Tra scene agresti (Io e Tancredi), interni di trattorie
popolate da camerieri pirotecnici, visioni oniriche
(Del mondo, Ongii) ed alcune evitabili cadute di stile
tra cui un'azzardata crocifissione con relativa deposizione
e il grottesco siparietto con "Inch'Allah - ça va" e
"Amandoti", si snocciola un'eterogenea serie di riflessioni
che vanno dal rapporto tra conformismo e senso etico
a quello tra poesia e vita reale, e ancora tra amore
e parabole metafisiche.
Se la narrazione manca di fluidità ed è giocoforza frammentata,
"Iniziali BCGLF" gioca tutte le proprie carte su un'emotività
cerebrale e legata indissolubilmente all'esplorabilità
della poetica Ferrettiana. L'autocitazionismo si spreca,
e il persistente dubbio che da questo si passi direttamente
all'autocompiacimento è più che una semplice sensazione.
"Iniziali BCGLF" è uno spettacolo di "emozioni sempre
più indefinibili". Al termine dello spettacolo è veramente
arduo constatare quanto di nuovo questo sia andato ad
aggiungere ai percorsi artistici di G.L. Ferretti e
di G.B. Corsetti, che per di più paiono non poter andare
più in là dal mettere in scena una prova di mestiere,
ferma sul versante della mera didascalia.
|
Interpreti:
- Nancie Badinga
- Chiara Bagni
- Sonia Beltran
- Johann Durand
- Giovanni Lindo Ferretti
- Pierre Harley
- Julien Lambert |