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John Turturro

ROMANCE & CIGARETTES

John Turturro


2005 » RECENSIONE | commedia
Con James Gandolfini, Kate Winslet, Susan Sarandon, Christopher Walken, Steve Buscemi, Mandy Moore

di Claudio Mariani
Per chi ama un certo tipo di cinema, quello solitamente definito “indipendente americano” (ma che in effetti non lo è), non può non amare il personaggio-Turturro, anche perché risulta essere uno degli attori più presenti nei film dei fratelli Coen e di Spike Lee. Chi di noi non ricorda i suoi fantastici ruoli nelle dissacranti storie dei Coen, oppure lo stereotipo dell’italoamericano o dell’ebreo nei film di Lee? E chi non si ricorda delle sue straordinarie interpretazioni, anche drammatiche (vedi “La tregua” di Rosi o “Quiz Show” di Redford)? Parallelamente alla sua carriera di attore, Turturro porta avanti quella di regista, iniziata 14 anni fa con “Mac” e finora caratterizzata da un solo altro episodio, “Illuminata”, naturalmente prima di questo nuovo episodio fresco fresco. Se con “Mac” l’allievo prediletto di Spike Lee aveva ottenuto un premio a Cannes come “opera prima”, negli anni seguenti si era perso, e “Illuminata” non era risultato all’altezza dell’opera precedente. Si arriva così al suo terzo film da regista, un progetto per lunghi anni in gestazione, e che solo ora vede la luce. “Romance & Cigarettes” ha la particolarità di essere un musical, sulla scia dell’operazione che fece a suo tempo Allen con “Tutti dicono I love you”, cioè un normalissimo film con delle scene musicali, coreografate come un vero e proprio musical. Turturro fa di più, non solo infarcisce le scene di classici come “A man without love” e “Scapricciatela”, ma trasforma i dialoghi in citazioni su citazioni, così ci si ritrova a personaggi che scambiano battute che non sono altro che i titoli di canzoni (in particolare la parlata di Walken che cita ripetutamente Presley…). Se da un lato l’inserimento delle musiche sulle quali sovra-canticchiano gli attori stessi appare molto gradevole, il gioco dei rimandi ai titoli delle canzoni si perde quasi totalmente nella traduzione, risultando oggettivamente un pasticcio. Il tutto viene calato nella storia, semplicissima, di un matrimonio in aria di crisi causa tradimento da parte di lui, interpretato da uno straordinario James Gandolfini, che merita qui il ruolo dell’assoluto protagonista; di fianco a lui un’inedita, sboccata e comica Kate Winslet e una bravissima Susan Sarandon. Parti minori per Buscemi (sempre mal-sfruttato da parte dei registi) e di un ironico e irresistibile Christopher Walken che, a 60 anni, si atteggia a novello Elvis. Il film vira anche sul dramma, con le conseguenze delle Cigarettes del titolo, però in generale, nonostante il buon successo a Cannes, il film risulta simpatico e niente più, forse e soprattutto per colpa del doppiaggio che inevitabilmente snatura parte dell’opera. In totale un film che viaggia tra il sufficiente e il discreto che, se messo a confronto con quello di Woody Allen e a illustri predecessori come il gioiello “Parole, parole, parole” di Resnais, nulla dà di più, e sembra impallidire al loro confronto. Il dubbio che rimane è se il divario tra il bravissimo Turturro-attore e il discreto Turturro-regista continui ad esistere o se è destinato a diminuire, magari grazie ad una dedizione maggiore e più continua all’attività registica, oppure no…solo il tempo ci potrà dare la risposta.