Garth Jennings

Sing

Garth Jennings


2016 Cartoni animati
con Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Tori Kelly, Scarlett Johansson, Seth MacFarlane, Taron Egerton, Nick Kroll, John C. Reilly, Jon Robert Hall, Jen Faith Brown

di Paolo Ronchetti
Un impresario teatrale sull’orlo del fallimento (o quasi oltre) si inventa un concorso canoro sperando di riuscire a realizzare finalmente un successo che rinverdisca i fasti del suo teatro, una volta prestigioso. Non tutto andrà come voluto!

Cosa può esserci di più tradizionalista ed hollywoodiano di questo Sing? Una produzione, apparentemente, senza grandi qualità della Illumination Entertainment (Cattivissimo Me; Minions; Pets). Un film di quel pazzo di Garth Jennings (si quello che provo a ridurre a film Guida Galattica per Autostoppisti!). Un film che sembrerebbe un prodotto medio-basso per bimbi e con una visione della musica che si basa quasi esclusivamente sul Mainstream e rifugge qualsiasi asperità?

Nulla!

Ma, attenzione, il film è chiaro sin dall’incipit! Se hai talento e ci credi il sogno americano sarà alla tua portata. Bene, si potrà anche non credere razionalmente a questo sogno e pensare ai costi che questo ha nella vita dei tanti che non lo raggiungono ma…

Ma questo film è una boccata d’aria fresca! Le storie disegnano personaggi che, a loro modo, amano e sanno fare musica e spettacolo. Ogni personaggio ha una sua storia che viene sviluppata il giusto; ogni personaggio ha le sue passioni e i suoi dubbi; ogni personaggio ha una voce e una storia da raccontare. E allora poco importa se il repertorio mischia Cohen e Katy Perry. Cosa importa se la natura Indie Rock della Porcospina Ashley (una deliziosa Scarlett Johansson) sembra cedere il passo ad un power rock più classico? Se gli ammiccamenti per il pubblico più piccolo sono sempre presenti? Quello che importa è che funzionino anche per me che amo altra musica e ho 54 anni!

E poi l’impresario che, sull’orlo del fallimento, cerca comunque sempre quel qualcosa in più per rendere lo spettacolo più bello mi affascina; mi affascina la vecchia diva; le divette pop orientali; i sogni che combattono una realtà fatta di figli, mariti, padri e fidanzati che hanno ben altra idea di te. Altri sogni e esigenze che non sempre, e con dolore, possono convivere

Cantare (o suonare o fotografare o fare arte) spesso vuol dire sacrificare tempo a mille altre cose: alla o al proprio compagno o compagna, al lavoro, alla famiglia, al proprio tempo libero, agli affetti. Spesso vuol dire violentare la propria personalità e andare incontro mille cocenti delusioni. Ma non sempre ci si deve ridurre come i personaggi di Whiplash. Ecco, tenere vivo un sogno per un desiderio e non per “vendetta” o “per essere il numero uno” ci potrebbe dare una musica migliore.

Recuperate allora questo gioiellino e sperate di trovarlo in VOS perché gli interpreti sono straordinari (ma il doppiaggio è comunque ottimo).



https://youtu.be/OOEkauITk3Q