Damien Chazelle

La La Land

Damien Chazelle


2016 » RECENSIONE | Commedia | musical
Con Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sonoya Mizuno, Rosemarie DeWitt, Josh Pence, Jason Fuchs

31/01/2017 di Silvia Morganti
Giallo, verde, rosso, viola, arancione, blu, lilla, rosa, bianco, azzurro… e tutti gli altri colori sono presenti e protagonisti del film. Il colore trionfa e allontana qualsiasi retaggio di cinema in bianco e nero, anche se alle pellicole del passato guarda talvolta con amore. Le citazioni consapevoli sono, infatti, molte e notevoli e sono perfettamente cucite sul tessuto della trama, tanto da riconsegnarci un’originalità che piace per eleganza e brio. I colori sono vestiti (letteralmente) e arricchiti sobriamente dalla protagonista, interpretata dall’attrice da doti indiscusse, Emma Stone. La sua figura dialoga perfettamente con il contesto, i suoi movimenti leggiadri ed espressivi vestono in ogni situazione il giusto colore/calore…

Ma la visione cromatica non è la sola che colpisce! Sicuramente è il sonoro che imbriglia lo spettatore; più precisamente la musica, note al pianoforte e parole di testi (che scorrono in traduzione italiana nei sottotitoli), brani jazz, musica dal vivo, improvvisazioni, musicisti (reali come John Legend) e anche concerti rock… tanta musica, è un musical! E si balla in coreografie ben studiate.

La storia offre un tributo al jazz, al cinema, all’amore. I protagonisti sono un uomo (Ryan Gosling) e una donna (Emma Stone), due sognatori, in quanto hanno entrambi una passione che deve trovare spazio, vita: si tratta del jazz per lui, della recitazione per lei. Il racconto utilizza i due punti di vista, ma anche la linea del tempo che può ri-arrotolarsi per offrire nuovi esiti alle stesse vite… diverse sono le possibilità, così come nella vita, o no? Un pizzico d’amaro c’è sul finale (ma non siamo certo qui per anticipare nulla).

Quel che colpisce è in particolare una canzone, composta da Justin Hurwitz  (che cura tutta la musica del film), City of stars (candidata all’Oscar) che è interpretata nel film in più occasioni, segnando un leitmotiv dolcissimo, di forte impatto, costellata di stelle e di stupore. Che difficile dirlo a parole! “A rat-tat-tat on my heart”: se esiste la città delle stelle, tutte quelle stelle brillano per me? E allora come non ci si può commuovere davanti a un simile firmamento… la-la-land è un suono, un’onomatopea, un titolo, un sogno?

Non vi dico altro, se non che, a mio modesto parere, c’è un tributo a Edward Hopper (pittore statunitense) nella scelta soprattutto di alcune inquadrature  che sembrano suoi quadri; e poi si vede qua e là spuntare qualcosa di Woody Allen (anche se nessuno lo ha detto).

Il giovane Damien Chazelle [autore e regista del già notato Whiplash], che lo ha scritto e diretto, ha infine composto un grande tributo all’America: un’America colorata, cinematografica, musicale, di locali jazz, di studios, di neri e bianchi, ospitale (si vede Ingrid Bergman e Charlie Chaplin), del sogno che “Another day of sun” [altra bella canzone del film] comunque ci sarà (che sembra echeggiare una delle ultime frasi pronunciate da Obama ed il film è a lui sicuramente più affine, quanto distante mille miglia dalla stretta tracotanza di Trump).

L’America anche per questo lo premierà! [Candidato a quattordici Premi Oscar 2017]



Claudio Mariani


Film che come stile, coreografie, ricostruzioni, scenari non è da meno rispetto ai grandi classici del genere. Altro grande pregio è che potrebbe benissimo reggere anche senza le canzoni. Attori perfetti in alchimia pura. Una boccata -malinconica- d`ossigeno.