Damien Chazelle

La La Land

Damien Chazelle


2016 Commedia
con Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sonoya Mizuno, Rosemarie DeWitt, Josh Pence, Jason Fuchs

di Silvia Morganti
Giallo, verde, rosso, viola, arancione, blu, lilla, rosa, bianco, azzurro… e tutti gli altri colori sono presenti e protagonisti del film. Il colore trionfa e allontana qualsiasi retaggio di cinema in bianco e nero, anche se alle pellicole del passato guarda talvolta con amore. Le citazioni consapevoli sono, infatti, molte e notevoli e sono perfettamente cucite sul tessuto della trama, tanto da riconsegnarci un’originalità che piace per eleganza e brio. I colori sono vestiti (letteralmente) e arricchiti sobriamente dalla protagonista, interpretata dall’attrice da doti indiscusse, Emma Stone. La sua figura dialoga perfettamente con il contesto, i suoi movimenti leggiadri ed espressivi vestono in ogni situazione il giusto colore/calore…

Ma la visione cromatica non è la sola che colpisce! Sicuramente è il sonoro che imbriglia lo spettatore; più precisamente la musica, note al pianoforte e parole di testi (che scorrono in traduzione italiana nei sottotitoli), brani jazz, musica dal vivo, improvvisazioni, musicisti (reali come John Legend) e anche concerti rock… tanta musica, è un musical! E si balla in coreografie ben studiate.

La storia offre un tributo al jazz, al cinema, all’amore. I protagonisti sono un uomo (Ryan Gosling) e una donna (Emma Stone), due sognatori, in quanto hanno entrambi una passione che deve trovare spazio, vita: si tratta del jazz per lui, della recitazione per lei. Il racconto utilizza i due punti di vista, ma anche la linea del tempo che può ri-arrotolarsi per offrire nuovi esiti alle stesse vite… diverse sono le possibilità, così come nella vita, o no? Un pizzico d’amaro c’è sul finale (ma non siamo certo qui per anticipare nulla).

Quel che colpisce è in particolare una canzone, composta da Justin Hurwitz  (che cura tutta la musica del film), City of stars (candidata all’Oscar) che è interpretata nel film in più occasioni, segnando un leitmotiv dolcissimo, di forte impatto, costellata di stelle e di stupore. Che difficile dirlo a parole! “A rat-tat-tat on my heart”: se esiste la città delle stelle, tutte quelle stelle brillano per me? E allora come non ci si può commuovere davanti a un simile firmamento… la-la-land è un suono, un’onomatopea, un titolo, un sogno?

Non vi dico altro, se non che, a mio modesto parere, c’è un tributo a Edward Hopper (pittore statunitense) nella scelta soprattutto di alcune inquadrature  che sembrano suoi quadri; e poi si vede qua e là spuntare qualcosa di Woody Allen (anche se nessuno lo ha detto).

Il giovane Damien Chazelle [autore e regista del già notato Whiplash], che lo ha scritto e diretto, ha infine composto un grande tributo all’America: un’America colorata, cinematografica, musicale, di locali jazz, di studios, di neri e bianchi, ospitale (si vede Ingrid Bergman e Charlie Chaplin), del sogno che “Another day of sun” [altra bella canzone del film] comunque ci sarà (che sembra echeggiare una delle ultime frasi pronunciate da Obama ed il film è a lui sicuramente più affine, quanto distante mille miglia dalla stretta tracotanza di Trump).

L’America anche per questo lo premierà! [Candidato a quattordici Premi Oscar 2017]