Christopher Nolan

Dunkirk

Christopher Nolan


2017 » RECENSIONE | Guerra | Storico
Con Fionn Whitehead, Jack Lowden, Tom Glynn-Carney, Harry Styles, Aneurin Barnard



11/10/2017 di Claudio Mariani
E’ inutile girarci attorno: Dunkirk, da qualunque parte lo si guardi, è e rimarrà un film al limite del perfezionismo. Potrà non piacere il genere, potrà lasciare infastiditi alcuni, ma è un film riuscito, punto e basta. D’altronde Nolan ci ha sempre abituati bene, dagli esordi al folgorante successo di Memento, dalla trilogia del Cavaliere Oscuro, passando dai nuovi classici come The prestige e Inception fino a quella “riscrittura di un genere” che è stato Interstellar.

E’ vero, il regista britannico ormai è abituato a lavorare sulle grandi/grandissime produzioni, ma il fatto è che lo fa molto bene, forse ora come ora come nessun’altro! In particolare questa volta si è voluto superare, affrontando un genere per nulla facile, come quello della guerra, che come spesso accade va a braccetto col genere storico.

I discorsi sul film, sulla produzione, sulla lavorazione si sprecano sul web, e conviene navigare e leggere un po’ per capire tanto sulla sua genesi e sulla straordinaria dedizione che il regista sa mettere nelle proprie opere. Accenniamo dunque solamente alla trama: l’episodio narrato è quello della ritirata da Dunquerke nel 1940 dell’esercito inglese, a seguito dell’avanzata dei tedeschi, a suo modo una sconfitta, ma con i toni epici dell’impresa. Nolan utilizza uno stile narrativo particolarissimo: tre storie, tre ambientazioni (terra, mare, aria), tre linee temporali diverse con durate diverse (settimana, giorno, ora) che si incrociano in un montaggio a spirale che diviene sempre più concitato. Uno schema ambizioso che rischiava di naufragare totalmente, ma il risultato è pazzesco: meglio di un orologio svizzero.

La scelta di utilizzare per la maggior parte effetti speciali tradizionali al posto della CGI è coraggiosa e con il rischio di sembrare anacronistica, ma i risultati sono quasi incredibili, contando che siamo nel 2017.

Certo, non è un film per tutti: astenersi stomaci deboli. Il film è di un realismo, crudezza, spietatezza e tensione ai massimi livelli. La visione è una “passeggiata all’inferno” e, se l’intrattenimento da molti è considerato come qualcosa che ti faccia rilassare e dimenticare i problemi del mondo…allora questo film ne è esattamente il contrario!

Il risultato è che la pellicola è un’alchimia perfetta, un lavoro d’orchestra sotto la direzione perfetta del migliore dei direttori.



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