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 Luc Dardenne, Jean-pierre Dardenne.

La ragazza senza nome

Luc Dardenne, Jean-pierre Dardenne.


2016 » RECENSIONE | Drammatico
Con Adele Haenel, Jérémie Renier, Olivier Gourmet, Fabrizio Rongione, Thomas Doret

23/11/2016 di Claudio Busato
Silenzio. Rumori dalla strada. Primo piano su un paziente e una dottoressa in uno studio medico. Inizia così il nuovo film dei fratelli Dardenne. Un classico per i due cineasti belgi. Uno stile unico, scarno, essenziale dove la colonna sonora sono i rumori dell`ambiente circostante. Le inquadrature sono solo quelle necessarie allo sviluppo della sceneggiatura.

Jenny Davin è una giovane dottoressa che conduce un ambulatorio medico insieme a Julien, uno studente in medicina che sta facendo uno stage. Una sera, dopo la chiusura, qualcuno suona il campanello e Jenny decide di non aprire. Il giorno dopo la polizia trova una giovane donna morta nelle vicinanze. Guardando la registrazione del video di sorveglianza dello studio si scopre che chi ha suonato alla porta è proprio la giovane donna trovata morta, senza documenti. Questo fa nascere in Jenny un forte senso di colpa e decide di fare tutto il possibile per dare un nome e un`identità alla ragazza.

Il senso di colpa è una costante. Lo percepiamo durante tutto il film, da parte dei protagonisti. Nonostante Jenny pretenda dal collega il distacco, necessario per diventare un buon medico, lei stessa non riesce a distaccarsi da quel corpo.

I Dardenne fanno avvicinare lo spettatore alla storia e ai personaggi con molta discrezione, un po` alla volta. Come in Due giorni, una notte il film segue uno schema a tappe entrando nella realtà: fare il medico nella periferia di Liegi, una città dalle molte contraddizioni.

“Nei nostri film siamo più ottimisti che nella realtà”. Questo, in sintesi, è lo stile inconfondibile di Jean-Pierre e Luc Dardenne e ci fa capire qual`è la loro idea di cinema legato alla società e alle sue problematiche.



Claudio Mariani


Solita visione lucida e implacabile dei Dardenne. Il film, come sempre lento ed essenziale, non è il loro migliore, avendo fatto meglio in precedenza, però è sempre un`opera che merita la visione. Ottima la protagonista Adèle Haenel che porta sulle spalle tutto il peso del film.